Orbea Teams

Euskaltel Euskadi: 20 anni vivendo il ciclismo

2013-11-13

La squadra ciclistica, che Orbea ha accompagnato per tutta la sua storia, è un’icona del ciclismo nei Paesi Baschi e un riferimento nel mondo per il suo sforzo, impegno e valori. Ora dà l’addio al plotone, ma lascia un’impronta indelebile

Come definire una squadra che ha entusiasmato milioni di appassionati per quasi 20 anni? Sforzo, impegno, passione, coraggio, lotta, competizione, sudore, impeto, unione, gioie, lacrime, vittorie e migliaia di chilometri sulla loro Orca… solo chi vive da vicino il ciclismo sa quali sentimenti suscita Euskaltel Euskadi: più di una squadra, quasi una famiglia, che ha riempito di colore, l’arancione, buona parte delle pagine della storia del ciclismo, alimentata da fan appassionati.

Chi l’avrebbe mai detto che quella modesta squadra, nata nel 1994, sarebbe diventata, con il passare del tempo, un autentico simbolo del ciclismo basco e un riferimento per il plotone mondiale, capace di scatenare una ‘marea arancione’ nelle tappe pirenaiche del Tour de France e ottenere vittorie epiche come quelle di Laiseka, Mayo o Samua Luz Ardiden e all’Alpe d'Huez, e molte altre.

Puntando sulle nuove leve

Da sempre, l’essenza di Euskaltel Euskadi è stato il ciclismo di vivaio, una filosofia che ha portato grandi gioie e ottimi ciclisti (Igor González de Galdeano, Haimar Zubeldia, Iñigo Landaluze…) in quasi due decenni di vita della squadra e di cui è stata grande protagonista Orbea Continental, la squadra di formazione che fino al 2012 ha nutrito di ciclisti la prima squadra.

Gli inizi di Euskaltel Euskadi non sono stati semplici. La squadra è nata grazie alla Fondazione Euskadi e a Miguel Madariaga, con cui ha vissuto la sua ascesa all’élite del ciclismo mondiale.

Con la direzione di Txomin Perurena, e con il ciclista Agustín Sagasti come protagonista, la squadra ha ottenuto la sua prima vittoria nel 1994: la sezione mattutina della 5ª tappa della Vuelta al País Vasco. Sagasti, dopo una galoppata di quasi ottanta chilometri, è giunto vittorioso al Santuario di Loyola.

Da allora, il palmarès della squadra non ha smesso di crescere fino a superare le 150 vittorie, con trionfi in gare tanto importanti come il Tour de France (3), il Giro d’Italia (3) o la Vuelta a España (12). In poco più di un decennio, da modesta squadra  è diventata membro dell’UCI ProTour e un’ospite fissa nel Tour de France, il suo sogno originario, avendo l’onore di essere la squadra più longeva del plotone nel 2012.

Tutte queste vittorie e chilometri percorsi sono stati ottenuti pedalando su una Orbea, che ha accompagnato la squadra fin dal principio, nel 1994. In questi 20 anni, Euskaltel Euskadi e Orbea sono avanzate di pari passo, evolvendo insieme: Orbea mettendo sotto ai piedi dei ciclisti di Euskaltel Euskadi le biciclette dalla tecnologia più avanzata e Euskaltel Euskadi dimostrando il potenziale delle nostre macchine nelle migliori gare del mondo, compresi i Giochi Olimpici.

Dai Pirenei a Pechino

La vittoria più incredibile, che ancora fa venire la pelle d’oca a tutti i fan arancioni, è quella di Roberto Laiseka a Luz Ardiden (2001): era la prima partecipazione di Euskaltel Euskadi al Tour. Il ciclista biscaglino aveva già fatto storia, conquistando due tappe della Vuelta a España (Abantos, nel 1999, e Arcalís, nel 2000), ma in quest’occasione, vestendo già la mitica maglia arancione, Laiseka ha portato la squadra nell’Olimpo del ciclismo, in una delle tappe storiche del giro francese.

Poi sarebbero arrivate le vittorie di Iban Mayo, alla leggendaria Alpe d'Huez (2003), e di Samuel Sánchez a Luz Ardiden (2011), un decennio dopo le gesta di Laiseka e aver conquistato l’oro ai Giochi Olimpici di Pechino del 2008.

Anche Igor Antón e Mikel Nieve hanno emozionato i fan nel Giro d’Italia e nella Vuelta a España, dimostrando che Euskaltel Euskadi ha sempre gareggiato ai massimi livelli in tutte le corse a cui ha partecipato, con ciclisti di qualità in tutti i terreni.

Fine di un’era

Nel tentativo di mantenersi nella massima categoria e adattarsi alla modifica del regolamento UCI, la squadra ha preso la decisione di aprirsi a corridori non formati nel vivaio basco. In questo modo, cercava di ottenere i punti necessari per garantirsi un posto nel World Tour, per rimanere nell’élite.

Nonostante sia riuscita a ottenere un posto nella massima categoria e ad andare avanti in questa stagione, il progetto non è potuto proseguire per mancanza di sponsor. Il sogno è terminato all’ombra della Grande Muraglia, dove ‘Samu’ ha raggiunto la gloria olimpica, l’ultima prova della squadra che metteva fine a 20 anni di storia e a un modo speciale di intendere il ciclismo.

La ‘Marea arancione’ si ritira… o forse no, perché questa marea è formata da veri appassionati del ciclismo; dei fan diversi, che ogni anno tingono di colore i valichi dei Paesi Baschi o il Tour de France, e che incitano, infervorati e appassionati, tutti i ciclisti, indipendentemente dalla squadra che rappresentano. Dei fan che vivono e respirano i valori che ha portato avanti questa squadra, lavoro, sforzo, umiltà e impegno, e che hanno lasciato un’impronta indelebile nel ciclismo mondiale.

Addio e grazie!